IO DICO BASTA
Testo e Musica: Simone Avincola
[BONUS TRACK ; pubblicata su BEPPEGRILLO.IT]
Avete tolto la musica,
avete tagliato l’erba,
resta solo chi mastica
la vostra politica di merda.
C’avete tolto il coraggio
e lo spirito per camminare,
resta solo il miraggio
di un gatto in mezzo al mare.
Avete bloccato il respiro
alla gente come noi,
resta solo la pioggia
che batte sui vostri eroi.
Ma a tutto quel che resta.. io dico: basta
Avete tolto il brusio
e tutto quel che era suo,
resta quel che è mio,
resta quel che è tuo.
Avete tolto i colori
e la voglia di piangere ancora,
restano solo i fiori
ma anche loro andranno alla malora.
Avete rimosso l’indignazione
e trasformata in un ghigno,
resta chi vive tutta la vita
come fosse un eterno sbadiglio.
Ma a tutto quel che resta.. io dico: basta
Avete spazzato via la terra
rubando le nostre armoniche,
vi resta in tasca una guerra
in cambio di bombe atomiche.
Avete strappato gli alberi
e piantato cartelli stradali,
avete ucciso stranieri:
gridano nel fango come maiali.
Avete ridotto la dignità
ad un cumulo di macerie,
con il culo sui vostri sofà
e gli schiavi nelle miniere.
Ma a tutto quel che resta.. io dico: basta
Avete mangiato mortadella
e brindato alla faccia nostra,
candidando quella piu bella
e giocando alla solita giostra.
Avete succhiato dai buchi,
cancellato i ricordi dagli occhi.
Signori, siate i benvenuti
nel regno dei balocchi.
Avete chiuso, dimenticato
disintegrato l’informazione.
La vostra censura c’avete insegnato
e noi vi spegnamo la televisione.
E a tutto quel che resta.. diciamo: basta
Avete stuprato città
vomitando inceneritori,
resta chi non sà
di pagare i propri tumori.
Avete scondinsolato
sculettando e gridando: "vittoria"
Tutti i fogli avete strappato
cancellando la memoria.
Venite un momento a guardare,
noi siamo la gente che chiamate: "pazza"
Avete ignorato chi vuole cambiare
e mo vi beccate tutta la piazza!
E a tutto quel che resta.. diciamo: basta!
mercoledì 22 luglio 2009
IL PAESE (testo)
IL PAESE
Testo e Musica: Simone Avincola
C'è un forte profumo d'arancio
nell'aria di questo mattino
e il sole asciuga le foglie bagnate dal pianto di un contadino
Falene che aspettano il buio
per essere ancora sedotte
da odori e colori che sprigionerà piu tardi la bella di notte
E tutto comincia a svegliarsi
il fiore inizia ad aprirsi
coraggio venite api golose di polline e calici d'acqua
volate e pungete chi ruba
il miele dal vostro alveare
e mi raccomando mettetevi in fila
per rassicurare la vostra regina.
Mettete, mettete, mettetevi in fila
E rassicurate la vostra regina.
Ma ogni terra ha la sua gramigna
così difficile da strappare
come il pinolo dentro la pigna
come ogni cielo ha il suo temporale
Il paese racconta leggende
ma non c'è nessuno che gli risponda
e chi tradisce la legge del Re
sarà gettato nella gola profonda.
Ma tu non pensare, lavora e vedrai
che sulla gogna non finirai
non ti impicciare, fatica ed avrai
vita pulita e priva di guai.
Ma cos'è quella folla?
quella coda di serpente
Profumi di spezie
rumori di gente
Il re si diverte
a vederci suonare
il mercato è aperto
si può[si deve].. rubare
--
Stravaccarsi sul proprio trono
significa prendere a calci chi casca
tanto non ti sporchi le mani
se le hai tenute sempre in tasca
Allora ecco che il paese
dice di si al proprio sire
e crede alle balle che gli racconta perchè è piu bello restare a dormire
Ma non si può restare a guardare
mentre condannano un altro giullare
fischiano e ridono al nano di corte macchiando di sangue la sorte
torturano streghe e viandanti
non nascondetevi, fatevi avanti!
Ma si.. bendatevi pure
per non guardare chi uccide la scure
E fatevi ancora coccolare
da favole false di un gioco feudale.
Ma ogni imperatore vive
perchè se ha fame puo mangiare
dormire, sguazzare, grugnire
proprio come un degno maiale
E tu stai zitto
non chiedere cosa succede
distruggi il vero, proteggi il finto
qui dorme chi sogna, tace chi vede.
Ma tu non pensare, lavora e vedrai
che sulla gogna non finirai
non ti impicciare, fatica ed avrai
vita pulita e priva di guai.
Fatevi avanti
giullari, viandanti
non restate lontani
raggiungeteci, nani
Ancora piu avanti
sotto a chi tocca
questo enorme castello
diventerà rocca!
Tu non pensare, lavora e vedrai
che sulla gogna non finirai
non ti impicciare, fatica ed avrai
vita pulita e priva di guai.
Ma tu non pensare, lavora e vedrai
che sulla gogna non finirai
non ti impicciare, fatica ed avrai
vita pulita e priva di guai.
Testo e Musica: Simone Avincola
C'è un forte profumo d'arancio
nell'aria di questo mattino
e il sole asciuga le foglie bagnate dal pianto di un contadino
Falene che aspettano il buio
per essere ancora sedotte
da odori e colori che sprigionerà piu tardi la bella di notte
E tutto comincia a svegliarsi
il fiore inizia ad aprirsi
coraggio venite api golose di polline e calici d'acqua
volate e pungete chi ruba
il miele dal vostro alveare
e mi raccomando mettetevi in fila
per rassicurare la vostra regina.
Mettete, mettete, mettetevi in fila
E rassicurate la vostra regina.
Ma ogni terra ha la sua gramigna
così difficile da strappare
come il pinolo dentro la pigna
come ogni cielo ha il suo temporale
Il paese racconta leggende
ma non c'è nessuno che gli risponda
e chi tradisce la legge del Re
sarà gettato nella gola profonda.
Ma tu non pensare, lavora e vedrai
che sulla gogna non finirai
non ti impicciare, fatica ed avrai
vita pulita e priva di guai.
Ma cos'è quella folla?
quella coda di serpente
Profumi di spezie
rumori di gente
Il re si diverte
a vederci suonare
il mercato è aperto
si può[si deve].. rubare
--
Stravaccarsi sul proprio trono
significa prendere a calci chi casca
tanto non ti sporchi le mani
se le hai tenute sempre in tasca
Allora ecco che il paese
dice di si al proprio sire
e crede alle balle che gli racconta perchè è piu bello restare a dormire
Ma non si può restare a guardare
mentre condannano un altro giullare
fischiano e ridono al nano di corte macchiando di sangue la sorte
torturano streghe e viandanti
non nascondetevi, fatevi avanti!
Ma si.. bendatevi pure
per non guardare chi uccide la scure
E fatevi ancora coccolare
da favole false di un gioco feudale.
Ma ogni imperatore vive
perchè se ha fame puo mangiare
dormire, sguazzare, grugnire
proprio come un degno maiale
E tu stai zitto
non chiedere cosa succede
distruggi il vero, proteggi il finto
qui dorme chi sogna, tace chi vede.
Ma tu non pensare, lavora e vedrai
che sulla gogna non finirai
non ti impicciare, fatica ed avrai
vita pulita e priva di guai.
Fatevi avanti
giullari, viandanti
non restate lontani
raggiungeteci, nani
Ancora piu avanti
sotto a chi tocca
questo enorme castello
diventerà rocca!
Tu non pensare, lavora e vedrai
che sulla gogna non finirai
non ti impicciare, fatica ed avrai
vita pulita e priva di guai.
Ma tu non pensare, lavora e vedrai
che sulla gogna non finirai
non ti impicciare, fatica ed avrai
vita pulita e priva di guai.
OLTRE IL CANCELLO (testo)
OLTRE IL CANCELLO
Testo e Musica: Simone Avincola
Se apri il cancello scopri fontane
e scherzi di luci sull'erba bagnata
il Re ci si sdraia a toccar le puttane
Principi azzurri per la regina affamata
Tanti principi azzurri.. e la regina è bagnata.
Ma se entra un povero, sai cosa vede?
vallate e distese di terre in collina
e mai piu un Re che ruba e non chiede
la frutta, gli ortaggi e la figlia carina
che rapisce ogni volta per una sveltina
"Puoi strofinare i fichi d'India sul viso
di un prigioniero e contargli le grida
e saltargli sui denti contento e deciso
per lui sarà sangue per te sarà vita
per lui sarà morte, per te gioia infinita.."
"..Qui sei il benvenuto e ti offro il mio vino
colore del sangue che ci ha fatto fratelli
ti regalo lo scettro se mi aiuti a trovare
quel porco schifoso che è riuscito a scappare
ora il popolo adora quel maledetto giullare."
"Mio fratello ti aiuto ma dammi dei soldi
poi mi serve un cavallo e tanto mangiare
troverò quel furfante che anche a me ha colpito
procurandomi in faccia lo sfreggio che ha inciso
e ora son condannato a mascherarmi il viso"
"Ti ringrazio del gesto e della bontà
ecco i soldi, il cavallo e cibo a volontà
torna presto!" sentì dire, ma lui non era il fratello
tolse la maschera
e il giullare corse via..
..oltre il cancello.
Testo e Musica: Simone Avincola
Se apri il cancello scopri fontane
e scherzi di luci sull'erba bagnata
il Re ci si sdraia a toccar le puttane
Principi azzurri per la regina affamata
Tanti principi azzurri.. e la regina è bagnata.
Ma se entra un povero, sai cosa vede?
vallate e distese di terre in collina
e mai piu un Re che ruba e non chiede
la frutta, gli ortaggi e la figlia carina
che rapisce ogni volta per una sveltina
"Puoi strofinare i fichi d'India sul viso
di un prigioniero e contargli le grida
e saltargli sui denti contento e deciso
per lui sarà sangue per te sarà vita
per lui sarà morte, per te gioia infinita.."
"..Qui sei il benvenuto e ti offro il mio vino
colore del sangue che ci ha fatto fratelli
ti regalo lo scettro se mi aiuti a trovare
quel porco schifoso che è riuscito a scappare
ora il popolo adora quel maledetto giullare."
"Mio fratello ti aiuto ma dammi dei soldi
poi mi serve un cavallo e tanto mangiare
troverò quel furfante che anche a me ha colpito
procurandomi in faccia lo sfreggio che ha inciso
e ora son condannato a mascherarmi il viso"
"Ti ringrazio del gesto e della bontà
ecco i soldi, il cavallo e cibo a volontà
torna presto!" sentì dire, ma lui non era il fratello
tolse la maschera
e il giullare corse via..
..oltre il cancello.
LA STREGA DI PORTOBELLO (testo)
LA STREGA DI PORTOBELLO
Testo e Musica: Simone Avincola
Dio del bosco, del fiume e dei serpenti
Dio della terra nera e di tutte le correnti
Dio di tutti i pesci e della schiuma del mare
insegnami a insegnare
Dio dei pipistrelli, del viola dentro il cielo
Dio del mare aperto che abbraccia il mondo intero
Dio dell'acqua fresca, fuori dalle sorgenti
Dio dei delinquenti
Sono la strega di Portobello!
..di Portobello.
Dio del sangue secco mischiato alla vernice
versato sopra il legno che è questa cicatrice
del prezzo che ho pagato per essere migliore
di un mondo traditore
E il merito piu grande non è mai di chi soffre
ma di chi riceve senza sentirsi in debito la notte
e tutto cio che abbiamo, un giorno sarà dato
a chi amiamo o a chi abbiamo odiato
Sono la strega di Portobello!
..di Portobello.
Testo e Musica: Simone Avincola
Dio del bosco, del fiume e dei serpenti
Dio della terra nera e di tutte le correnti
Dio di tutti i pesci e della schiuma del mare
insegnami a insegnare
Dio dei pipistrelli, del viola dentro il cielo
Dio del mare aperto che abbraccia il mondo intero
Dio dell'acqua fresca, fuori dalle sorgenti
Dio dei delinquenti
Sono la strega di Portobello!
..di Portobello.
Dio del sangue secco mischiato alla vernice
versato sopra il legno che è questa cicatrice
del prezzo che ho pagato per essere migliore
di un mondo traditore
E il merito piu grande non è mai di chi soffre
ma di chi riceve senza sentirsi in debito la notte
e tutto cio che abbiamo, un giorno sarà dato
a chi amiamo o a chi abbiamo odiato
Sono la strega di Portobello!
..di Portobello.
IL RE (testo)
IL RE
Testo e Musica: Simone Avincola
Io cancellerò le mattine
mi soffierò il naso
mi sporcherò la bocca di terra
e mi amerò.
Ubbidirò alla notte
assassinerò il freddo
aspetterò che qualcuno mi odi
o gridi,pianga.. perchè: "Il Re è cattivo"
Frantumerò la luna
in piccoli spicchi di luce vibrante nell'acqua
sarà il mio sasso a lasciarla ferita
sarà la morte dell'onda a ridarle la vita
Starò fermo sulle pietre del gioco
in equilibrio alla luce del fuoco
sul filo arancione di un soffio di gioia
sarò io, con lo scettro, a indicarvi la noia
Insulterò ogni tasto, ogni corda, ogni nota
finchè non sarò io, soltanto io, a decidere il suo suono
non piangerò, questo no. Resterò..
..a pensarmi ancora un po'
Poi me ne andrò ad aspettare le mattine
e le cancellerò
finchè accetterò il mio essere ridicolo, pesante
anche un Re non si sente sempre importante
Comprerò un sorriso che non è il tuo
dimenticato da labbra sporche d'oro
consumato da notti che piu non mi chiedi
cambierò qualche sedia per restare in piedi
E ve ne andrete via
scapperete via
E ve ne andrete via
scapperete via
Ma quando, stremati, cadrete
e mi implorerete pietà
guardandomi dal basso, in me vedrete
la vostra unica chance
Chiederete di voler uscire
ma uscita non sarà
e come la regina mi insegnò:
mi scanzerò.
Testo e Musica: Simone Avincola
Io cancellerò le mattine
mi soffierò il naso
mi sporcherò la bocca di terra
e mi amerò.
Ubbidirò alla notte
assassinerò il freddo
aspetterò che qualcuno mi odi
o gridi,pianga.. perchè: "Il Re è cattivo"
Frantumerò la luna
in piccoli spicchi di luce vibrante nell'acqua
sarà il mio sasso a lasciarla ferita
sarà la morte dell'onda a ridarle la vita
Starò fermo sulle pietre del gioco
in equilibrio alla luce del fuoco
sul filo arancione di un soffio di gioia
sarò io, con lo scettro, a indicarvi la noia
Insulterò ogni tasto, ogni corda, ogni nota
finchè non sarò io, soltanto io, a decidere il suo suono
non piangerò, questo no. Resterò..
..a pensarmi ancora un po'
Poi me ne andrò ad aspettare le mattine
e le cancellerò
finchè accetterò il mio essere ridicolo, pesante
anche un Re non si sente sempre importante
Comprerò un sorriso che non è il tuo
dimenticato da labbra sporche d'oro
consumato da notti che piu non mi chiedi
cambierò qualche sedia per restare in piedi
E ve ne andrete via
scapperete via
E ve ne andrete via
scapperete via
Ma quando, stremati, cadrete
e mi implorerete pietà
guardandomi dal basso, in me vedrete
la vostra unica chance
Chiederete di voler uscire
ma uscita non sarà
e come la regina mi insegnò:
mi scanzerò.
IL BOIA (testo)
IL BOIA
Testo e Musica: Simone Avincola
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Ma anche io una vita l'avevo ed era importante
nel giardino segreto del Re davo vita alle piante
prima che mi trovasse sul prato ad amar la regina
e da allora sono costretto alla ghigliottina
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Ad ogni condanna mi scoppia nel cuore una guerra
Raccolgo il sangue e, da giardiniere, lo dono alla terra
e la notte non riesco a dormire e sogno le grida
del condannato che piange e mi guarda.. la folla divertita
Basta, io vado via
via da qui e da quel castello
cara vita mia
non puoi giocare quest'eterno duello
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Quando, sconfitto, mi arrendo alla vita e il sudore mi bagna
ritrovo la pace tra i faggi e i cerri della montagna
Poi torno al paese e negli specchi cerco e non scorgo
quella mia faccia che nemmeno ricordo
Ed è tutto nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
E' scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Che buffa cosa, io che di facce ne ho viste tante
dalla puttana, al contadino, al cartomante
Per questo corro tutta la notte a graffiare i muri
per pugnalare i ricordi e gettarli negli angoli scuri
Basta, io vado via
via da qui e da quel castello
cara vita mia
non puoi giocare quest'eterno duello
Basta, io vado via
via da qui e da quel castello
cara vita mia
non puoi giocare quest'eterno duello
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro!
Testo e Musica: Simone Avincola
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Ma anche io una vita l'avevo ed era importante
nel giardino segreto del Re davo vita alle piante
prima che mi trovasse sul prato ad amar la regina
e da allora sono costretto alla ghigliottina
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Ad ogni condanna mi scoppia nel cuore una guerra
Raccolgo il sangue e, da giardiniere, lo dono alla terra
e la notte non riesco a dormire e sogno le grida
del condannato che piange e mi guarda.. la folla divertita
Basta, io vado via
via da qui e da quel castello
cara vita mia
non puoi giocare quest'eterno duello
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Quando, sconfitto, mi arrendo alla vita e il sudore mi bagna
ritrovo la pace tra i faggi e i cerri della montagna
Poi torno al paese e negli specchi cerco e non scorgo
quella mia faccia che nemmeno ricordo
Ed è tutto nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
E' scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Che buffa cosa, io che di facce ne ho viste tante
dalla puttana, al contadino, al cartomante
Per questo corro tutta la notte a graffiare i muri
per pugnalare i ricordi e gettarli negli angoli scuri
Basta, io vado via
via da qui e da quel castello
cara vita mia
non puoi giocare quest'eterno duello
Basta, io vado via
via da qui e da quel castello
cara vita mia
non puoi giocare quest'eterno duello
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro
Nero, nero, nero
come il cappuccio come il pensiero
scuro, scuro, scuro
taglio la vita in un colpo sicuro!
IL CONDANNATO (testo)
IL CONDANNATO
Testo e Musica: Simone Avincola
Guardo fuori e penso solo a te
piove forte come piace a me
rubai per sfamare nostro figlio e sai
che al Re non chiederò perdono mai.
Sento ancora il profumo di quei giorni
spesi a sognare orti e frutta, ti ricordi?
una casa e tanti cani anche se io amo i gatti
perchè si cambia per restare soddisfatti
Ma ora che.. io sono qui
a contare gli ultimi attimi
piangi amore, piangi forte
tra la folla che, contenta, grida: "a morte!"
Questo freddo, sarà il tempo o la paura?
forte il vento soffia la neve sulla pianura
io che da bimbo correvo col mio aquilone
ora sto fermo a guardare il cielo da una prigione
Ecco i passi di chi mi condurrà dal boia
mistero di uomo che taglia la sua noia
enigma di vita che decide chi è cattivo
e risparmia chi è gia morto dentro ma sembra vivo
Ma ora che.. io sono qui
a contare gli ultimi attimi
piangi amore, piangi forte
tra la folla che, contenta, grida: "a morte!"
E' solo un po di vita che non è piu la mia
l'ho persa, è finita, è scivolata via..
Testo e Musica: Simone Avincola
Guardo fuori e penso solo a te
piove forte come piace a me
rubai per sfamare nostro figlio e sai
che al Re non chiederò perdono mai.
Sento ancora il profumo di quei giorni
spesi a sognare orti e frutta, ti ricordi?
una casa e tanti cani anche se io amo i gatti
perchè si cambia per restare soddisfatti
Ma ora che.. io sono qui
a contare gli ultimi attimi
piangi amore, piangi forte
tra la folla che, contenta, grida: "a morte!"
Questo freddo, sarà il tempo o la paura?
forte il vento soffia la neve sulla pianura
io che da bimbo correvo col mio aquilone
ora sto fermo a guardare il cielo da una prigione
Ecco i passi di chi mi condurrà dal boia
mistero di uomo che taglia la sua noia
enigma di vita che decide chi è cattivo
e risparmia chi è gia morto dentro ma sembra vivo
Ma ora che.. io sono qui
a contare gli ultimi attimi
piangi amore, piangi forte
tra la folla che, contenta, grida: "a morte!"
E' solo un po di vita che non è piu la mia
l'ho persa, è finita, è scivolata via..
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